Elèmire Zolla

Torino 1926 - Montepulciano 2002

 

Vita e opere

 

Nato nel 1926 a Torino da padre pittore e madre musicista, Elémire Zolla, fin dalla giovinezza decisamente ostile alla retorica fascista, si iscrive alla facoltà di Legge con il proposito di seguire tutti i corsi di suo gradimento nell’Ateneo. Lo studio della filosofia con L. Pareyson e il tirocinio insieme agli studenti di psichiatria gli aprono nuovi campi di interesse. Se infatti fin da piccolo si era immerso nella letteratura e nella storia, la particolare congiunzione di studi giuridici, filosofici e psichiatrici offre un orizzonte concettuale entro cui inquadrare un’intuizione risalente all’infanzia e destinata a segnare l’intero arco del suo pensiero: l’insussistenza dell’io-persona, artificio sociale più che realtà ontologica. Chiamato nel 1959 a insegnare Lingua e Letteratura angloamericana a “La Sapienza” di Roma per tramite di M. Praz, nel 1966 vince il concorso a cattedra ed insegna prima a Catania, poi a Genova, infine, dal 1974, nuovamente a Roma. Dal 1966 al 1968, in veste di segretario dell’Istituto Accademico di Roma, promuove l’allestimento di un Dizionario dei simboli, che tuttavia non avrà seguito. Dal 1969 al 1983 fonda e dirige presso La Nuova Italia (Firenze) la rivista trimestrale Conoscenza religiosa, in cui si affrontano l’esperienza religiosa e i suoi simboli da un punto di vista sì aconfessionale, ma nondimeno aperto all’individuazione nelle più diverse tradizioni mondiali dei valori permanenti nel divenire storico. Tra il 1970 e il 1973, già direttore dell’Istituto di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Genova, dirige anche l’Istituto Ticinese di Alti Studi, con sede a Lugano.

Se dal 1947 al 1963 l’autore si occupa prevalentemente di critica sociale, introducendo in Italia i contributi della Scuola di Francoforte e sconvolgendo il mondo della cultura con Eclissi dell’intellettuale (1959), l’antologia I mistici (1963) sposta l’accento sul criterio a fondamento della critica stessa: la quiete quale stato naturale dell’uomo. Dal 1963 i suoi scritti si orientano sempre più in direzione della ricerca di una via alternativa al declinante Occidente. Le potenze dell’anima (1968), I letterati e lo sciamano (1969) e Che cos’è la tradizione (1971) mostrano già il carattere eclettico dell’autore, che si impegna a destrutturare i paradigmi stessi della modernità alla luce di una serrata analisi di concezioni lontane nel tempo e nello spazio. Con Le meraviglie della natura (1975) si apre una stagione che lo porterà ad indagare campi sempre più “esotici”: dall’alchimia alla teoria degli archetipi (Archetipi 1981, 1988), dallo sciamanesimo (L’amante invisibile 1986) al dionisismo (Il dio dell’ebbrezza 1998), dalla filosofia indiana (Le tre vie 1995) alla perennis philosophia rinascimentale (La filosofia perenne 1999), fino all’ultima catabasi nei recessi della “Tradizione” in Discesa all’Ade e resurrezione (2002).

La parabola intellettuale di E. Zolla può essere concepita, sul modello della filosofia antica e delle filosofie orientali, come un indefesso tentativo di liberazione tanto dalle maglie sociali quanto dall’illusione dell’individualità. Suo scopo principe è mostrare la possibilità di una quieta ebbrezza, in cui le onde del tempo si placano e la mente, tornata naturale, attinge l’Unità.

 

Il pensiero filosofico-religioso

 

Al centro della ricerca filosofico-religiosa di Elémire Zolla si trova l’idea secondo cui le varie tradizioni convergono in un comune punto di fuga, che, pur non pienamente esprimibile in termini razionali, è tuttavia raffigurabile in una moltitudine di simboli.

Il metodo più consono ad una ricerca dell’unità nella differenza è quello sincretistico, dove per “sincretismo” si intende «la parificazione fra le religioni o tra le filosofie o anche tra filosofie e religioni» (Zolla 1990, p. 351). Tale approccio, per cui più che le differenze sono interessanti le somiglianze, si trova in netta antitesi tanto rispetto alla storiografia moderna quanto rispetto alle correnti dominanti nella cultura occidentale, spesso tesa, secondo l’autore, a coltivare «gli aut aut dottrinali», a impuntarsi sulla terminologia, sulla multiforme esteriorità, piuttosto che a ricercare la comune interiorità. È invece proprio l’interiorità, identica nel mutare dei tempi e delle culture, ciò che più sta a cuore al sincretista, il quale vede l’identità del significato nella variopinta ridda dei significanti. L’approccio sincretista si fonda in prima istanza su di una particolare esperienza conoscitiva – l’esperienza metafisica – che, oltrepassando le rigide categorie della ragione, immette il soggetto conoscente in una dimensione altra, una dimensione in cui la distinzione stessa tra soggetto e oggetto perde di significato: «l’esperienza metafisica si situa nell’intervallo fra gli scatti del tempo […] nell’esperienza metafisica essi si sciolgono nell’infinito presente che è […] il lampo della conoscenza in cui conoscitore e conosciuto, passato e futuro, si fondono nel conoscere. Questa fusione è la spiegazione di tutto» (Zolla 1988, p. 52). Una tale esperienza di rottura della maglia-spazio temporale e di superamento dell’opposizione nell’unità apre il campo, in secondo luogo, per la fondazione teoretica del metodo grazie alla messa a punto del concetto di “Tradizione” (cfr. Zolla 1971) o “Filosofia perenne” (Cfr. Zolla 1999). Se il primo termine è desunto in particolare da R. Guénon, il secondo si rifà direttamente al sincretismo rinascimentale (è infatti coniato da Agostino Steuco, erede del platonismo fiorentino ed autore del De perenni philosophia libri IX, 1542). In entrambi i casi, si tratta di sottolineare l’unità delle religioni e delle filosofie dietro la loro apparente alterità. Se la “Tradizione” è unica, pur nella molteplicità delle sue espressioni, sarà infatti possibile comparare le varie tradizioni culturali al fine di individuarne il nocciolo eterno ed immutabile.

Come già accennato, il pensiero dell’autore, così multiforme da rassomigliare talvolta ad una galleria enciclopedica, è mosso da un interesse primario: la liberazione. In un primo momento tale anelito si configura come un totale rigetto della modernità che, nel ridurre tutto a massa informe, quantità e fungibilità, mostra la sua natura eminentemente sadica. È proprio il rimestare nell’orrore del sadismo che apre però il varco alla composizione dell’antologia I mistici, da intendersi come una cura per destare dal torpore allucinato della vita metropolitana. Lo studio della mistica viene visto come una via per uscire dal mondo, una immersione nell’eterno così come è stato via via rappresentato nella cultura occidentale. Eppure, come evidenziato nel lungo saggio introduttivo, non è possibile liberarsi dal mondo se prima non ci si è reimpossessati di esso. Una tale riappropriazione significa distogliere lo sguardo dalla modernità per rientrare in contatto con il “mondo zodiacale”, ovvero con un mondo qualitativamente connotato e finalisticamente orientato. Solo tornando a contemplare la realtà con lo stupore infantile di chi percepisce in ogni aspetto un simbolo è infatti possibile risalire dal sensibile all’intellegibile (o mondo archetipale) fino a raggiungere la quieta contemplazione.

La rivista Conoscenza religiosa (1969-1983) si presenta come il fondamentale canale di espressione di una tale rinascita simbologica in Italia. Essa non intende occuparsi di etnologia o di teologia, men che meno di ecumenismo, nonostante gli argomenti di volta in volta trattati possano essere ascritti ai suddetti ambiti. Suo scopo è ricostruire un simbolario esperienziale, ovvero raccogliere le molteplici espressioni dell’unica verità attraverso una rigorosa disamina di simboli, riti e miti, presi tanto nell’ampio bacino della cultura occidentale quanto nelle più svariate tradizioni mondiali. Non si tratta di ricerche puramente erudite, quanto di studi che si giovano della filologia e dell’acribia storiografica per rispondere ad un quesito eminentemente esistenziale. Se con Conoscenza religiosa Zolla dispiega un ventaglio di inedite visioni della realtà, le sue coeve e successive opere si concentrano su particolari aspetti di questa rinascita del “mondo zodiacale”: mentre Che cos’è la tradizione (1971) mostra tra l’altro la possibile configurazione di una società sana, cioè volta alla quiete interiore, in Le Meraviglie della natura (1975) si prospetta, mediante il riferimento all’alchimia, un modo di rapportarsi al cosmo radicalmente alternativo rispetto a quello meccanicistico instauratosi con Cartesio; Archetipi (1981, 1988) e Aure (1985) sviluppano poi una complessa teoria onto-cosmologica, in cui si analizza sia la struttura numerico-sonoro-luminosa del reale sia la manifestazione degli archetipi attraverso l’aura, luogo di tangenza tra manifesto e non-manifesto, brezza leggera o fascino che sfiora il quotidiano, epifania dell’eterno che arride a chi si volga al mondo con trasognata presenza. Fulcro di queste analisi è la rinnovata concezione dell’immaginazione, al centro degli interessi dell’autore fin dai primi anni della sua opera intellettuale. È infatti solo attraverso una riforma interiore della facoltà immaginativa che, secondo Zolla, la rinascita del “mondo zodiacale” può attuarsi. Sulla scia degli studi di H. Corbin, nonché del neoplatonismo greco e rinascimentale, Zolla ritiene infatti che la facoltà immaginativa si trovi al punto di contatto tra sfera intellettual-archetipale e sfera sensibile.

In definitiva, si può senz’altro dire che il più importante contributo al pensiero filosofico-religioso apportato dall’autore consista nel suo stesso approccio. Seguendo quanto in altri luoghi facevano o avevano fatto studiosi del rango di P. A. Florenskji, M. Eliade, M. Schneider, I. P. Culianu, A. Coomaraswamy ed H. Corbin, Zolla si immerse nello studio delle più svariate culture, tra le quali predilesse in particolare quelle estremo-orientali, allo scopo di comprendere più a fondo la natura umana nella sua intrinseca relazione con il divino. Per quanto avulso dalle correnti maggioritarie tanto nell’ambito degli studi storico-religiosi quanto nell’ambito propriamente filosofico, l’autore continua a ricevere particolare attenzione grazie all’opera della moglie, l’orientalista Grazia Marchianò, custode del Fondo Scritti E. Zolla nel cui àmbito ha promosso la pubblicazione di una nuova serie della rivista «Conoscenza religiosa» (2010-2012) e la collana “Scritture da scoprire” di testi zolliani. Dal 2012 è curatrice dell’Opera omnia dello scrittore presso l’editore Marsilio (Venezia).

 

Sebastian Schwibach

 

Bibliografia

 

Opere principali

  • Opera omnia, a cura di G. Marchianò, Marsilio, Venezia 2012 ss.

 

  • Saggi di etica e di estetica, Spaziani, Torino 1947
  • Minuetto all’inferno, romanzo Premio Strega Opera Prima 1956, Einaudi, Torino 1956 (poi Aragno, Alpignano 2004, a cura di Marchianò G.)
  • Sade, in “Aut Aut”, 41, settembre 1957, pp. 415-424
  • Simone Weil, in “Questioni”, 5-6, settembre-novembre 1958, pp. 24-32
  • Eclissi dell’intellettuale (1959), in Marchianò G. (a cura di), Il serpente di bronzo. Scritti antesignani di critica sociale, Omnia, Marsilio, Venezia 2015, pp. 33-206
  • Melville e l’abbandono dello zodiaco, in “Paragone”, 128, agosto 1960, pp. 3-41
  • Le Opere di De Sade D., a cura di Zolla E., Longanesi, Milano 1961
  • Cecilia o la disattenzione, romanzo, Garzanti, Milano, 1961
  • Volgarità e dolore (1962), in Marchianò G. (a cura di), Il serpente di bronzo. Scritti antesignani di critica sociale, Omnia, Marsilio, Venezia 2015, pp. 211-310
  • I mistici dell’Occidente, a cura di Zolla E., Garzanti 1963, poi 2 Voll., Adelphi, Milano 1996
  • Le origini del trascendentalismo, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1963, ora ivi 2010
  • Invito all’Esodo, in “Rivista di Estetica”, anno VII, fascicolo 2, maggio-agosto 1963, pp. 169-214
  • Storia del fantasticare (1964), in Marchianò G. (a cura di), Il serpente di bronzo. Scritti antesignani di critica sociale, Omnia, Marsilio, Venezia 2015, pp. 315-532
  • Le potenze dell’anima. Vie alla riforma interiore. Dal disincanto al risveglio (1968), a cura di Marchianò G., Omnia, Marsilio, Venezia 2020
  • I letterati e lo sciamano (1969), a cura di Marchianò G., Omnia, Marsilio, Venezia 2012
  • Che cos’è la tradizione (1971), Nota al testo di Marchianò G., Adelphi, Milano 2003
  • Le meraviglie della natura (1975), a cura di Marchianò G., Omnia, Marsilio, Venezia 2017
  • Le porte regali. Saggio sull’icona di P.A. Florenskij, tr. dal russo di E. Zolla (1977), postfazione di Marchianò G., Marsilio, Venezia 2018.
  • Gli usi dell’immaginazione e il declino dell’Occidente (1978), a cura di Marchianò G., Airez, Montepulciano 2010
  • Archetipi (1988) in Marchianò G. (a cura di), Archetipi, Aure, Verità segrete, Dioniso errante. Tutto ciò che conosciamo ignorandolo, Omnia, Marsilio, Venezia 2016, pp. 35-185
  • Incontro con l’androgino. L’esperienza della completezza sessuale (1982), a cura di Sabbadini A., Red, Como 1995
  • Simbologia, in: Enciclopedia Italiana Treccani, Vol. VI, 1982, pp. 539-550 http://www.treccani.it/enciclopedia/simbologia_%28Enciclopedia-del-Novecento%29/
  • Conoscenza religiosa. Scritti 1969-1983, a cura di Marchianò G., Edizioni di Storia e letteratura, Roma 2006
  • Aure (1985), in Marchianò G. (a cura di), Archetipi, Aure, Verità segrete, Dioniso errante. Tutto ciò che conosciamo ignorandolo, Omnia, Marsilio, Venezia 2016, pp. 189-345
  • L’amante invisibile. L’erotica sciamanica nelle religioni, nella letteratura e nella legittimazione politica (1986), a cura di Marchianò G., Omnia, Marsilio, Venezia 2019.
  • Il sincretismo, Guida, Napoli 1986
  • Verità segrete esposte in evidenza. Sincretismo e fantasia. Contemplazione ed esotericità (1990), in Marchianò G. (a cura di), Archetipi, Aure, Verità segrete, Dioniso errante. Tutto ciò che conosciamo ignorandolo, Omnia, Marsilio, Venezia 2016, pp. 35-185
  • Tre discorsi metafisici, Guida, Napoli 1991
  • Uscite dal mondo, (1992) a cura di Marchianò G., Omnia, Marsilio, Venezia 2012
  • La luce. La ricerca del sacro in America, Tallone, Alpignano 1992
  • Lo stupore infantile (1994), a cura di Marchianò G., Marsilio, Venezia 2014
  • Ioan Petru Culianu 1950-1991 (1994), a cura di Marchianò G., Airez, Montepulciano 2011
  • Le tre vie (1995), a cura di Marchianò G., Marsilio, Omnia, Marsilio, Venezia 2019
  • La nube del telaio. Ragione e irrazionalità tra Oriente e Occidente (1996), in Marchianò G. (a cura di), Filosofia perenne e mente naturale, Omnia, Marsilio, Venezia 2013, pp. 25-110
  • L’ultima estetica. Che cos’è il Sadismo, Tallone, Alpignano 1997
  • Dioniso errante (La figura mitica di Dioniso dall’antichità ad oggi) (1998), in Marchianò G. (a cura di), Archetipi, Aure, Verità segrete, Dioniso errante. Tutto ciò che conosciamo ignorandolo, Omnia, Marsilio, Venezia 2016, pp. 35-185
  • La filosofia perenne. L’incontro fra le tradizioni d’Oriente e d’Occidente (1999), in Marchianò G. (a cura di), Filosofia perenne e mente naturale, Omnia, Marsilio, Venezia 2013, pp. 113-354
  • Discesa all’Ade e resurrezione, Postfazione di Marchianò G. (2002), Adelphi, Milano 2013

 

Opere principali scritte originariamente in inglese

  • Language and Cosmogony, Golgonooza, Ipswich 1976
  • The Uses of Imagination and the Decline of the West, Golgonooza, Ipswich 1978
  • The Androgyne, Thames and Hudson, Londra 1982
  • Archetypes (1981), Routledge, Londra 2015

 

Traduzioni in altre lingue

Inglese

  • The Eclipse of the Intellectual, Funk and Wagnalls, New York 1968
  • The Writer and the Shaman. A Morphology of the American Indian, Harcourt Brace Jovanovich, New York 1974

Giapponese

  • Archetypes, Hosei University Press, Tokyo 1987
  • The Androgyne. Fusion of the Sexes, Heibonsha, Tokyo 1988

Spagnolo

  • Historia de la Imaginacion Viciosa, Monte Avila, Caracas 1968
  • Sobre la desdicha y la felicitad, Monte Avila, Caracas 1975
  • Androginia. La fusion de los sexos, Debate, Madrid 1981
  • La amante invisibile, Mandorla, Caracas 1988; Paidós Iberica, Barcelona 1994
  • Auras, Paidós Iberica, Barcelona 1994
  • Las Tres Vias, Paidós Iberica, Barcelona 1995
  • Los Misticos de Occidente voll. 13-16 Paidós Iberica, Barcelona 2000
  • La nube del telar, Paidós Iberica, Barcelona 2002
  • Verdades Secretas Expuestas a la Evidencia, Paidós Iberica, Barcelona, 2002
  • Qué es la Tradición, Paidós Iberica, Barcelona, 2003
  • Una Introducción a la Alquimia, Paidós Iberica, Barcelona, 2003

Francese

  • Le chamanisme indien dans la littérature américaine, Gallimard, Parigi 1974
  • L’Androgyne, Albin Michel, Parigi 1986

Croato

  • Silazak u Had i Uskrsnuce (Discesa all’Ade e resurrezione), Nebula, Pula 2017

 

Scritti sull'autore e il suo pensiero religioso

  • Caramella M. G., Marchianò G. (a cura di), Passione di verità nel pensiero di Elémire Zolla. Atti del convegno (Firenze 29 febbraio 2012), Polistampa, Firenze 2012
  • Catà C., Il potere come ultimo Arcano. Tangenze tra il pensiero di Nicola Cusano e Elémire Zolla, in “Conoscenza religiosa”nuova serie, AIREZ, 1, 2010, pp. 26-43
  • Cavallera H. A., Elémire Zolla: la luce delle idee, Le Lettere, Firenze 2011
  • Cavallera H. A., La fragile soglia del visibile in Elémire Zolla, in “Vie della tradizione”, 167, 2014 pp. 100-111
  • Colimberti A., L’acusticità nel pensiero di Elémire Zolla, in Cavallera H. A. (a cura di), Eventi e studi. Scritti in onore di Hervé A. Cavallera, Vol. II, Pensa Multimedia Editore, Lecce 2017, pp. 255-266
  • Culianu I. P., Recensione a Verità segrete esposte in evidenza, in “Incognita”, vol. 1, 2, 1990 pp. 222-224
  • Culianu I. P., The construction of the Other, in “History of religions”, vol. 30, n. 3, 1991 pp. 308-311
  • Eco U., Apocalittici e integrati: comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa, Bompiani, Milano 1964
  • Fasoli D., Zolla E., Un destino itinerante, Marsilio, Venezia 1995
  • Frigerio F., Un ricordo degli anni dell’Istituto Ticinese di Alti Studi (1970 -1973), in “Viàtor,” Anno IX, n. 1, 2005-2006, pp. 164-165
  • Garofalo L., Il diritto e il sacro in Elémire Zolla, in “Diritto @ storia”, Anno XIII, n. 12 http://www.dirittoestoria.it/12/tradizione-romana/Garofalo-Diritto-sacro-Elemire-Zolla.htm
  • Giuliodori L., Il pensare nell’assenza del sacro: Elémire Zolla tra filosofia perenne e modernità, in “Il pensare - Rivista di filosofia”, Anno I, n. 1, 2012, pp. 32-49, http://www.ilpensare.net/il-pensare-nellassenza-del-sacro-elemire-zolla-tra-filosofia-perenne-e-modernita/
  • Laudato R., Elémire Zolla en la encrucijada de la cultura contemporánea, in “Espéculo. Revista de estudios literarios”, 2000 https://webs.ucm.es/info/especulo/numero14/zolla.html
  • Lombardo E., Elémire Zolla e la fuga perfetta, in “La nuova critica”, I-II, 1972, pp. 229-242
  • Maraviglia M., Adriana Zarri ed Elémire Zolla: una polemica sulla riforma liturgica, in “Religioni e Società. Rivista di scienze sociali della religione”, 34, 2019, pp. 51-58
  • Marchianò G., Le aure di un tempo concluso, in Marchianò G. (a cura di), La religione della terra – vie sciamaniche, universi immaginali, iperspazi virtuali nell’esperienza sacrale della vita, Red edizioni, Como 1991, pp. 13-41.
  • Marchianò G., Elémire Zolla: sprazzi di una biografia interiore, in “Viator”, anno VI, 2002
  • Marchianò G., Zolla Elémire, voce in “Encyclopedia of religion”, vol. 14, Macmillan, New York 2005, pp. 9984-9987
  • Marchianò (a cura di), Elémire Zolla: dalla morte alla vita, fascicolo monografico in “Viator”, Anno IX, n. 1, 2005-2006
  • Marchianò, Il conoscitore di segreti. Una biografia intellettuale (2006), Marsilio, Venezia 2012
  • Marchianò G. (a cura di), Conoscenza religiosa nuova serie, 1-2.2010; 1-2, 2011; 1. 2012, Airez, Montepulciano
  • Marchianò G. (a cura di), Labirinti della mente, visioni del mondo. Il lascito intellettuale di Elémire Zolla nel XXI secolo, Società bibliografica toscana, Sinalunga 2012
  • Marchianò G., Il sale della terra. Elémire Zolla nel XXI secolo, “Tempo d’analisi”, anno II, 1, 2013
  • Marchianò G. (a cura di), Zolla esoterico, in Hakl T. (a cura di), Octagon. La ricerca della totalità, H. Frietsch Verlag, Gaggenau 2017, pp. 147-156; anche in Cavallera H., Eventi e Studi. Scritti in onore di H.A. Cavallera, tomo II, Pensa Multimedia Editore, Lecce 2017
  • Médail C., Le piccole porte, Corbaccio, Milano 2004
  • Messori V., Inchiesta sul cristianesimo, SEI, Torino 1987
  • Morelli L., Elémire Zolla. Tradizione e critica sociale, Historica Edizioni, Cesena 2019
  • Moretti R., La metafora e lo stoppino, in “Viátor”, Anno IX, 2005-2006, pp. 81-85
  • Ottonello P. P., Ontologia e mistica, Marsilio, Venezia 2002
  • Piro P., La Meditación de la técnica di Ortega y Gasset e “l’impossibile ritorno” di Elémire Zolla, in “ÉNDOXA: Series Filosóficas”, n. 28, 2011, pp. 179-201
  • Ronchey S., La cattedrale sommersa. Alla ricerca del sacro perduto, Rizzoli, Milano 2017
  • Schwibach S., Discordia concors. La “perennis philosophia” tra crisi del mondo moderno e Rinascenza, Stamen, Roma 2017

 

Pagine o siti web dedicati

http://www.elemirezolla.org/ sito ufficiale dell’Associazione A.I.R.E.Z.

https://www.youtube.com/watch?v=GlUYuuYdhWc. Intervista ad Elémire Zolla, 22 marzo 1987

https://www.youtube.com/watch?v=zThFreKbnbU. Intervento di Elémire Zolla su Nicolai Roerich, 15-17 marzo 1996

http://www.gianfrancobertagni.it/autori/elemirezolla.htm. Utilissima rassegna di testi, interviste, interventi di Elémire Zolla.