Giovanni Pugliese Carratelli

Napoli 1911-Roma 2010

Vita e opere

Dopo un periodo di confino a Gaeta per via del suo netto antifascismo che profondamente lo accomunava a B. Croce (del quale fu affezionato sodale), si laureò a Napoli con E. Ciaceri (correlatore B. Pace) sulla tirannide siciliana di Gelone. La storia della Magna Grecia divenne immediatamente l’ambito privilegiato degli interessi di Pugliese e proprio la guida di Ciaceri lo condusse ad approfondire la storia religiosa e cultuale della Grecità occidentale e dell’Italia antica. Dopo la laurea un’esperienza decisiva fu il periodo trascorso tra il 1935 e il 1937 presso la Missione Archeologica Italiana a Creta, dove Pugliese ebbe modo di studiare direttamente sul campo la civiltà egea e le sue testimonianze scritte (in particolare la Lineare A di Haghìa Triàda). In tale frangente è doveroso ricordare che il 20 aprile 1939 l’epigrafista M. Segre (che sarebbe stato deportato e assassinato ad Auschwitz nel 1944 perché ebreo), duramente colpito dalle leggi razziali del 1938, chiese a Pugliese di continuare il lavoro relativo al corpus epigrafico del Dodecanneso, proposta che Pugliese accettò con entusiasmo e non senza una cospicua dose di coraggio. Nel 1942 ottenne la libera docenza e insegnò Storia antica prima a Catania e poi a Napoli; divenuto professore ordinario insegnò a Pisa nel 1950, a Firenze (Storia dell’Asia Anteriore e poi Storia Greca e Romana) dal 1954 al 1964, alla Sapienza di Roma (Storia Greca) fino al 1974 e successivamente alla Scuola Normale Superiore di Pisa dove nel 1985 concluse i suoi lunghi anni di insegnamento (e di ricerca) come professore di Storia della storiografia greca. La cospicua attività didattica fece sì che Pugliese avesse numerosi allievi che successivamente si sono particolarmente distinti nell’ambito della ricerca, ricoprendo prestigiosi ruoli accademici: ci si limita a richiamare solo i nomi di M. Gigante, G. Arrighetti, M. Isnardi Parente, D. Musti, P.E. Pecorella, V. Di Benedetto, G. Fiaccadori, G. Camassa, G. Maddoli, M. Tortorelli Ghidini, C. Ampolo, F. Cordano. Oltre ad aver diretto per alcuni anni la Scuola Normale Superiore di Pisa, successe nel 1960 a F. Chabod nella direzione dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici fondato da Croce, che mantenne fino al 1986; fu anche presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici fondato da G.Marotta nel 1975. Oltre a ricoprire il ruolo di socio nazionale dell’Accademia dei Lincei dal 1980, Pugliese, insieme all’editore G. Macchiaroli, fondò nel 1946 La Parola del Passato. Rivista di studi antichi che diresse instancabilmente fino alla sua scomparsa. Altrettanto instancabile fu la sua attività di organizzazione e di promozione editoriale di opere di elevatissimo rilievo culturale: fu membro del Consiglio dell’Enciclopedia Italiana e dunque direttore dell’Enciclopedia dell’arte classica e orientale. Egli fu anche l’ideatore dei prestigiosi volumi della collana Antica madre pubblicati dall’editore Scheiwiller per il Credito Italiano. Pugliese affidò la sua vastissima attività di ricerca storica, più che a singole monografie, a saggi che sono stati poi utilmente raccolti in volume anche dopo la sua scomparsa: Scritti sul mondo antico: Europa e Asia, Espansione coloniale, Ideologie e istituzioni politiche e religiose, a cura di S. Ferri, M. Gigante, M. Mazza, S. Mazzarino e D. Musti (1983), Tra Cadmo e Orfeo: Contributi alla storia civile e religiosa dei Greci d’Occidente, a cura di G. Maddoli (1990), Umanesimo napoletano, a cura di G. Maddoli (2015), Giovanni Pugliese Carratelli e la medicina antica, a cura di C. Ampolo e F. Cordano (2020). Occorre ricordare, infine, soprattutto per gli interessi storico-religiosi di Pugliese, la cura de Le lamine d’oro orfiche: Istruzioni per il viaggio oltremondano degli iniziati greci (20012) e de Gli editti di Aśoka (2003).

Il pensiero filosofico-religioso

La conoscenza attenta delle tradizioni religiose è per Pugliese non qualcosa di accessorio o marginale ma è parte integrante e irrinunciabile della storia di un popolo. Il carattere principale dell’attività di ricerca storica di Pugliese risiede essenzialmente nell’ampiezza delle sue competenze storiche, storico-religiose e filosofiche: egli rappresenta un raro esempio di studioso capace di avere una visione globale e fondamentalmente onnicomprensiva del mondo antico, intendendo con questa espressione non solo la Grecia (dall’epoca arcaica a quella ellenistica) e Roma (dal confronto con l’Etruria alla tarda antichità) ma anche e soprattutto la Grecia d’Occidente (le colonie magnogreche), il Vicino e l’Estremo Oriente. In particolare, la cultura religiosa e filosofica greca ebbe senz’altro scambi, influenze e stimoli da altre civiltà, come quelle mesopotamiche, anatoliche, siriane, egizie che avevano per loro conto sviluppato teogonie e cosmogonie a partire dall’osservazione dei fenomeni naturali, ma Pugliese ritiene comunque che, se si vogliono trovare uno o più diretti “antecedenti” della grecità, questi affondano soprattutto nel mondo egeo: i riferimenti non possono che essere alla Creta minoica e ai Micenei che, grazie alla loro espansione coloniale verso Oriente e verso Occidente prefigurarono, a suo avviso, l’epoca ellenistica, unificando la cultura del mondo in cui vissero e operarono. La Grecia della religione pitica o delle grandi tradizioni filosofiche e scientifiche non ha infranto legami e connessioni con la cultura micenea ma essa è sostanzialmente diversa. La ragione fondamentale è rintracciata da Pugliese nella forma di organizzazione civile inventata esclusivamente dai Greci ossia la polis. Dopo il crollo delle grandi monarchie orientali e la dissoluzione della “talassocrazia” minoica e dei regni micenei, non sorse alcun potere unico e centrale ma comunità autonome, le poleis. E proprio nello specifico contesto delle poleis va rintracciata l’origine peculiare della religione e della filosofia dei Greci. Pugliese ha sottolineato come il monarca miceneo fosse il principale intermediario col mondo delle divinità: tutto questo muta radicalmente con la fondazione delle poleis. Nell’ambito delle città la religione da ctonia divenne “urania”: gli dei presero dimora nelle sedi celesti lontane dal mondo degli uomini cosicché templi e altari (espressioni massime del culto cittadino) furono indispensabili per garantire il legame tra mortali e immortali. Pugliese era convinto che Apollo e Afrodite, estranei al culto religioso dei Micenei, penetrarono nel mondo greco rispettivamente dall’Anatolia e da Cipro, ma egli accentua soprattutto la natura intrinsecamente greca che essi assunsero nelle poleis (anche di quelle coloniali per le quali la religione costituiva uno dei legami fondamentali con la madrepatria). È ancora una volta nel contesto politico cittadino che Pugliese rintraccia l’origine dei culti misterici intrinsecamente diversi se non opposti alla religione ufficiale delle poleis. Il sentimento religioso dei politai si manifestava nel culto pubblico, dunque nella stretta osservanza dei riti stabiliti dai magistrati e officiati dai sacerdoti. Le religioni misteriche, invece, nascono ai margini della “religione civile” della polis, offrono ai loro iniziati rivelazioni particolari, riti e speranze escatologiche che il culto pubblico della città non poteva permettersi di offrire. Questa vicenda fu possibile, secondo Pugliese, per l’assenza, in Grecia, di un’autorità centrale o di un’unica teologia ufficiale che avrebbero potuto ostacolare sia il sorgere di culti alternativi a quelli civici sia la formazione di quel razionalismo che sarà il carattere essenziale e inaggirabile del pensiero greco a partire dalla physiologia degli Ionici. La polis (coloniale e non), quindi, va a costituire l’ambiente necessario per la formazione della religione cittadina e del razionalismo filosofico. A tale proposito, uno dei terreni privilegiati dell’interesse di Pugliese era la filosofia pitagorica che, per lo studioso, prima di essere un sistema scientifico di pensiero, era un movimento spirituale nel quale il carattere religioso fondato sull’interesse per l’uomo, inserito nella perfetta armonia dell’universo (kosmos), ricopriva un ruolo decisivo. Per Pugliese lo sforzo dell’indagine pitagorica era finalizzato proprio all’armonizzazione della rapsodica e fugace vita terrena dell’uomo con la sua immortale vita interiore: così si spiega legittimamente la dottrina della trasmigrazione delle anime. Pugliese era ben consapevole del fatto che non vi fosse un preciso nesso storico tra Pitagorismo e Orfismo e, tuttavia, non poteva trascurare l’esistenza di importanti documenti testuali su lamine auree trovate in sepolcri di Magna Grecia, di Creta e della Tessaglia che egli studiò approfonditamente (cfr. Pugliese Carratelli 1993). È proprio a partire da questi testi sul destino ultraterreno delle anime (un tema, questo, che sarà innegabilmente centrale nella filosofia di Platone: basti richiamarsi paradigmaticamente al Fedone, al Fedro o al X libro della Politeia) che Pugliese rintraccia il ruolo rilevante di Mnemosyne, la personificazione divina della memoria (mneme): l’acqua del lago di Mnemosyne aveva la funzione di liberare l’iniziato dal ciclo delle rinascite e, purificandolo, di condurlo verso la meta finale solo vagamente accennata. Non è affatto casuale che Pugliese identificasse lucide influenze pitagoriche su Parmenide: l’anonima dea del poema dell’Eleate era riconosciuta dallo studioso proprio in Mnemosyne che permette all’iniziato di accedere alla comprensione dell'intera verità che essa stessa rivela. In questo senso, soprattutto nell’ambito del Pitagorismo, il culto di Mnemosyne non è direttamente orientato tanto alla psyche quanto al nous inteso come nucleo spirituale e conoscitivo della psyche: nella centralità di Mnemosyne Pugliese non vede affatto una forma di irrazionalismo ma una dottrina religiosa intrinsecamente filosofica ossia legata alla più elevata forma di conoscenza che è purificazione del corpo. Cronologicamente, l’interesse storico-religioso di Pugliese si spinge, inoltre, fino allo studio del tardo platonismo (Plotino, Porfirio, Proclo), dell’Umanesimo e del Rinascimento (soprattutto per ciò che concerne le notevoli correnti platoniche: si pensi, per esempio, al Cardinale Bessarione e a Cusano), né, geograficamente, si limita al solo bacino mediterraneo: a lui si deve la pubblicazione in traduzione italiana dei cosiddetti editti di Ašoka (cfr. Pugliese Carratelli 2003), il re indiano dell’Impero Maurya del III sec. a.C. celebre per la sua profonda tolleranza nei riguardi di qualunque forma di pensiero e di religione.

Francesco Verde

(un ringraziamento a Federica Cordano e Marisa Tortorelli Ghidini per il loro supporto, F.V.)

 

Biblio-sitografia

Opere principali

  • Scritti sul mondo antico: Europa e Asia, Espansione coloniale, Ideologie e istituzioni politiche e religiose, a cura di S. Ferri, M. Gigante, M. Mazza, S. Mazzarino e D. Musti, Napoli 1976
  • Tra Cadmo e Orfeo: Contributi alla storia civile e religiosa dei Greci d’Occidente, a cura di G. Maddoli, Bologna 1990. 
  • “Chi guardi la terra dall’alto…”: Tre saggi, Milano 1992
  • Principii della filosofia greca, Roma 1993; nuova edizione a cura di F. Verde, Napoli 2023
  • Le lamine d’oro orfiche: Istruzioni per il viaggio oltremondano degli iniziati greci, a cura di G. Pugliese Carratelli, Milano 20012
  • Gli editti di Aśoka, a cura di G. Pugliese Carratelli, Milano 2003
  • Umanesimo napoletano, a cura di G. Maddoli, Soveria Mannelli 2015
  • Giovanni Pugliese Carratelli e la medicina antica, a cura di C. Ampolo e F. Cordano, Milano 2020

Scritti sull'autore e il suo pensiero religioso

  • Incontro scientifico dedicato a Giovanni Pugliese Carratelli (Roma, 21 aprile 2006), in “Atti della Accademia nazionale dei Lincei, Classe di scienze morali, storiche e filologiche, Rendiconti”, 19/2008, pp. 185-209.
  • Antiquorum philosophiaIn ricordo di Giovanni Pugliese Carratelli (Roma, 28-29 novembre 2011), Roma 2013.
  • Ampolo, C., «La parola del passato»: ricordando Giovanni Pugliese Carratelli e la sua rivista, in “Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosofia” 5/ 2013, pp. 415-423
  • Camassa, G., Giovanni Pugliese Carratelli e la religione greca, in Antiquorum philosophiaIn ricordo di Giovanni Pugliese Carratelli (Roma, 28-29 novembre 2011), Roma 2013, pp. 147-153.
  • Cambiano, G., Giovanni Pugliese Carratelli: tra Platone, Croce e Omodeo, in Id., Filosofia italiana e pensiero antico, Pisa 2016, pp. 99-116.
  • Gigante M., Per Giovanni Pugliese Carratelli nel settantacinquesimo compleanno (Napoli 16 aprile 1986), Napoli 1986.
  • Fiaccadori G. (a cura di),“In partibus Clius”: Scritti in onore di Giovanni Pugliese Carratelli, a cura di G. Fiaccadori, Napoli 2006.
  • Sasso G., Fra Croce e Omodeo «quando l’Italia era tagliata in due»: Giovanni Pugliese Carratelli, in “La Cultura. Rivista di filosofia e filologia”, 1/2014, pp. 5-46
  • Tortorelli Ghidini, M., Giovanni Pugliese Carratelli, Napoli 2014 [http://www.societanazionalescienzeletterearti.it/pdf/Profili_e_Ricordi_XXXVIII(2013)_Marisa_Tortorelli_Ghidini_ricorda_Giovanni_Pugliese_Carratelli.pdf]

Pagine o siti web dedicati

https://www.syzetesis.it/doc/rivista/prima_serie/2010/PuglieseCarratelli.pdf

https://www.cairn.info/revue-diogene-2010-4-page-153.htm?ref=doi

https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pugliese-carratelli_(Enciclopedia-Italiana)/

https://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/2010/059q04b1.html

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/07/30/benedetto-croce-mi-aiuto-in-segreto.html

https://www.studietruschi.org/wp-content/uploads/2021/07/SE74_00.pdf

https://www.inschibboleth.org/pagina6-24-html

https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2021/07/Gerardo-Bianco-ricorda-Giovanni-Pugliese-Carratelli--de626a5d-d954-4dc2-8235-486df789b9da.html

https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2021/03/Giovanni-Pugliese-Carratelli--3354a5d6-1098-44d6-801c-98c8fdbe6846.html

https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2021/02/Luigi-Miraglia-Ricordo-di-Giovanni-Pugliese-Carratelli--6f3e6ad9-1755-4a04-94b0-3ce3352efd16.html

https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2021/02/Gli-scritti-sulla-medicina-antica-di-Giovanni-Pugliese-Carratelli--73c90013-d488-47d5-aeae-081c1a9c53c3.html

https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2019/01/Pitagora-la-vita-6f6b60d6-e3aa-4e5b-a1ea-ba50af9a7a1c.html

https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2019/01/Carmine-Ampolo-Giovanni-Pugliese-Carratelli-la-funzione-civile-della-cultura-126a8204-e25b-4135-83e8-7a26155f1754.html

https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2021/01/Carmine-Ampolo-Gli-scritti-di-Pugliese-Carratelli-sulla-medicina-antica--8fd3b751-b325-4cc5-96dd-1fe8c9a71ff0.html

https://www.youtube.com/watch?v=DKiAhjaQvr0

https://www.youtube.com/watch?v=vaf10tlyZNs

http://www.eugeniopc.it/famiglia/PC/pugliesecarratelli.htm