Ugo Bianchi

Cavriglia (Arezzo) 1922 – Firenzuola (Firenze) 1995

 

Vita e opere

Si laurea a Roma, con una tesi sul culto di Artemide Efesia nel I sec. d.C. in comparazione con un passo degli Atti degli Apostoli (XIX, 24-40), sotto la guida di R. Pettazzoni. Si abilita a libero docente nel ‘54, lavorando dapprima soprattutto sulle religioni del mondo classico (Bianchi 1953), poi sul dualismo come tipologia storica che percorre il mondo delle religioni vuoi d’area etnologica vuoi d’area culta e in particolare iranica (Bianchi 1958a, Bianchi 1958b). Al contempo, è il vasto mondo stesso delle religioni, accostate sulla base di una analisi storico-comparativa, a divenire oggetto di opere che affrontano ampi problemi e temi di storia e di tipologia religiose (Bianchi 1958c; Bianchi 1960). Dal 1960 insegna all’Università di Messina come ordinario di Storia delle religioni e come incaricato di Etnologia. Alle ricerche su singoli aspetti e contenuti delle religioni classiche e del Vicino Oriente Antico, si affiancano monografie che offrono ampi affreschi storico-religiosi e storiografici (Bianchi 1975a; Bianchi 1964); nel ’66 organizza, inoltre, un fondamentale convegno su ‘Le origini dello gnosticismo’. Dal 1970 passa all’Università di Bologna, per essere poi chiamato all’Università "La Sapienza" di Roma, dapprima presso la Facoltà di Magistero (1974-1979), in seguito presso la Facoltà di Lettere e Filosofia (1979-1995), affiancando dal ’72 agli insegnamenti statali quello, per incarico, all’Università Cattolica di Milano. Studia i problemi del male, del destino e della salvezza nella religione greca, e specificamente in relazione alle grandi correnti costituite dalla religiosità olimpica e mistica, come pure in relazione alle formazioni più specificamente misteriche e misteriosofiche (Bianchi 1975b, Bianchi 1976a; Bianchi 1976b; Bianchi 1978a); inoltre, applica a tematiche pertinenti il cristianesimo antico, in particolare alle sue istanze ascetiche e astensionistiche nonché alle specifiche concezioni antropologiche che le sostenevano (Bianchi 1978b), quella indagine storico-comparativa che egli andava approfondendo e affinando, mediante una diuturna riflessione metodologica (Bianchi 1975b, Bianchi 1979a). Sviluppa inoltre una specifica riflessione sui rapporti tra storia delle religioni e teologia delle religioni, accostando in prospettiva storica e comparativa grandi temi e problemi dibattuti dalla riflessione teologica (Bianchi 1979b). A Roma organizza una serie di importanti convegni internazionali tanto di ordine storico, quanto di ordine metodologico. Fu altresì Professore Visitante di Etnologia religiosa presso la Pontificia Università Urbaniana Propaganda Fide (1977-1995); Presidente della Società Italiana di Storia delle religioni (SISR) dal 1988 al 1995; vice-Presidente (1980-1990) e poi Presidente (1990-1995) della International Association for the History of Religions (IAHR); consultore (dal 1970) del Segretariato vaticano per i non cristiani, poi Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso; insignito (nel 1980) della laurea honoris causa a Louvain –la –Neuve e a Uppsala.

 

Il pensiero religioso

Formatosi alla scuola di Pettazzoni, Bianchi elaborò una proposta metodologica di saldo impianto storico-comparativo, la quale si caratterizza, dopo una prima fase costituita dalla ricerca idiografica condotta con acribia filologica e attenzione storica, per una apertura programmatica alla comparazione, intesa come studio e interpretazione storica delle analogie (ossia delle profonde affinità e delle non meno profonde difformità) offerte dai fenomeni religiosi quali attestati dalle fonti di diverso genere che sono oggetto della ricerca storiografica. La comparazione, in sede di storia delle religioni – sottolineava Bianchi –, è comparazione storica, diversa, nel metodo e nelle finalità, dalle comparazioni come praticate in ambito evoluzionistico e in ambito fenomenologico, in quanto essa non è fondata su arbitrari presupposti di ordine evoluzionistico, e neppure su affinità, reali o solo apparenti, che prescindano dai rispettivi contesti e processi storici. Ancorata alla – e verificabile sulla base della – ricerca storica, essa non è tesa a «identificare cose disparate, o, al contrario, a vedere in esse somiglianze solo superficiali e storicamente irrilevanti», ma piuttosto a «ben distinguere, per individuare relazioni tra fatti e processi storici» (Bianchi 1979a, 17-18).

La lezione metodologica di Bianchi può sintetizzarsi nella enunciazione di tre fondamentali presupposti: il primo è da identificarsi con la nozione di ‘religione’ quale categoria analoga, di una analogia di partecipazione, nel senso aristotelico e scolastico del termine, e dunque non come categoria univoca e neppure equivoca, essendo, quei complessi integrati e in divenire che sono le religioni, mai equivalenti nelle loro ispirazioni di fondo o tali da prestarsi a operazioni di reductio ad unum o a individuazioni di supposti denominatori o funzioni comuni, e mai neppure opponibili in toto. Si tratta di una analogia, precisa Bianchi, senza analogatum princeps, senza – cioè – un modello teoretico che funga da criterio normativo cui rapportare, e rispetto a cui ‘misurare’, gli altri elementi analoghi. Infatti, lo storico delle religioni, nella sua ricerca, che è induttiva e positiva, non partirà da un concetto a priori e precostituito di religione o da un modello ideale di religione, ma, dovendo pur partire – in quanto condizione necessaria per la ricerca – da un concetto di religione, potrà fare riferimento a quella nozione di religione storicamente condizionata che si è venuta costruendo nella storia dell’occidente cristiano a partire dalle sue radici classiche, quello stesso occidente che, appunto, ha visto l’inizio dello studio comparato delle religioni. Pertanto, lo storico delle religioni utilizzerà il termine religione riferito a quei fatti che nella sua cultura di base e nelle stratificazioni culturali che la determinano vengono definiti come fatti religiosi. Né questa posizione potrà essere accusata di eurocentrismo, giacché essa dipende dalla natura empirica della ricerca storico-religiosa e delle categorie interpretative da essa usate. Progressivamente, poi, lo storico delle religioni estenderà la sua ricerca a quei fatti e contesti che, nelle culture contigue ma anche lontane da quella in cui egli si è formato, offrano analogie, ossia elementi di continuità – mai sempre gli stessi – e di discontinuità, con ciò che nel suo ambiente culturale è percepito come religioso e con questo termine identificato. La nozione di religione quale ‘analogo’ impedisce di concepire la religione come un genus del quale le religioni siano altrettante species o come un tronco dal quale si dipartano i vari rami costituiti dalle religioni. Conferisce, piuttosto, allo studio storico e comparativo delle religioni, quel carattere aperto e dialettico che non consentono, invece, i forzati impieghi di concetti univoci di ‘religione’ (siano essi ostensivi o funzionali).

Il secondo presupposto della lezione metodologica di Bianchi consiste nell’identificazione della nozione di religione quale universale concreto (non in senso hegeliano) o universale storico, in quanto la universalità di quei fatti storici che, sulla base di una definizione analogica di ‘religione’, sono identificati come religiosi, è risultante da una ricerca obiettiva e induttiva di tipo comparativo, e non è presupposta a priori, ovvero non è risultante da un’opzione teoretica, come accade invece – a suo avviso – in posizioni proprie della fenomenologia o della antropologia religiose, che fanno della apertura al ‘sacro’ una componente costitutiva dell’essere umano, inteso – appunto – come naturaliter religioso, ovvero come homo religiosus, e fanno delle religioni le espressioni storiche di detta struttura antropologica.

Infine, quale terzo presupposto, si pone la nozione di tipologia storica, diversa dall’Idealtypus di weberiana memoria, e da intendersi come frutto di una ricerca storico-comparativa, che Bianchi riteneva non doversi limitare ad aree che avessero tra di loro rapporti storici documentabili, ma potersi estendere a considerare anche gli sviluppi paralleli di produzioni analoghe, legate a cause o circostanze storiche e culturali analoghe. Lungi dall’essere inessenziali o addirittura dannose per la ricerca storica, le tipologie storiche si pongono come strumenti efficaci per l’approfondimento della ricerca storica stessa ovvero per una sempre più adeguata ‘comprensione’ – e non solo ‘descrizione’ – dei fatti religiosi inseriti nella vasta trama della storia. E ciò a partire da quella tipologia storica delle religioni (etniche vs fondate, universali vs nazionali o cosmopolitiche, politeismi vs monoteismi, dualismi e monismi: Bianchi 1958c), che, quale ‘mappa multidimensionale del terreno religioso concreto’ (Bianchi, in Eliade 1987, p. 402), Bianchi intendeva opporre alle astratte classificazioni fenomenologiche, come pure a classificazioni su base teologica, e tanto più a ‘tipi’ religiosi frutto di intuizioni ed ermeneutiche di origine speculativa.

Ad una ricerca storico-comparativa quale quella sopra delineata, Bianchi rivendica la capacità di interpretare – in senso storico – i fatti e non solo di raccoglierli, catalogarli e descriverli, rimettendo ad altri approcci – nello specifico quelli filosofici – il compito di esercitare su detti fatti interpretazioni ed ermeneutiche diversamente orientate. Il che non toglie che il filosofo o gli studiosi di altre discipline non possano intervenire, in funzione della loro propria problematica. Più precisamente, alla storia delle religioni Bianchi riteneva non dover essere riservato soltanto il compito dell’accertamento del ‘dato’, attribuendo, invece, ad altre discipline normative e teoretiche il compito della ricerca del ‘senso’ del dato stesso, “e ciò tanto più – affermava – se il ‘senso’ da studiare è anzitutto quello che i portatori dei ‘dati’ in questione attribuivano al loro pensare e al loro agire: senso, questo, che è per eccellenza compito della scienza storica indagare” (Bianchi, in Molinaro 1983, 17-28, 27).

Particolarmente esplorato dallo studioso, alla luce della metodologia storico-comparativa sopra illustrata, è stato il tema del male; di particolare rilevanza per la sua tangenza con il pensiero filosofico, è stata qui la formalizzazione, in relazione alle religioni storiche, di ricorrenti e specifiche ‘strutture del male’, ossia male etico vs male ontologico e male ontologico di carenza vs male ontologico di sostanza. Importante – tuttavia – è stata soprattutto l’analisi storica e comparativa del dualismo religioso, quale tipologia storica. Il dualismo, nella sua accezione storico-religiosa, (parzialmente) diversa dalle accezioni filosofiche e da quelle vulgate, è la concezione, diffusa in ambito etnologico come presso le alte culture (e dunque tale da porre problemi di genesi, svolgimento, di influssi subiti o esercitati), che, espressa vuoi speculativamente vuoi con narrazioni ‘mitiche’, ammette due principi i quali, coeterni o meno, fondano l’esistenza di ciò che esiste o si manifesta (vale a dire, sembra esistere), nel mondo; concezione, questa dualistica, con evidenti ricadute negli ambiti della cosmologia, della antropologia, della soteriologia come pure dell’etica e delle prassi rituali. L’analisi storico-comparativa delle concezioni religiose dualistiche ha portato lo studioso a formalizzare tre possibili alternative di dualismo religioso, vale a dire quella tra dualismo radicale e dualismo monarchiano (o mitigato), che ammettono rispettivamente la coeternità (e reciproca indipendenza) dei due principii fondanti la realtà, e, al contrario, la dipendenza e derivazione del principio negativo da quello positivo; la alternativa tra dualismo dialettico e dualismo escatologico, che ammettono, rispettivamente, la perenne dialettica tra i due principii, o, il secondo, la finale evizione del principio negativo; e, infine, la alternativa tra dualismo procosmico e dualismo anticosmico, che ammettono, rispettivamente, la ontologica positività, o, al contrario, la connaturata malvagità, della realtà cosmica e/o umana, in quanto prodottasi dall’uno o dall’altro dei due principii.

All’interno dello sviluppo della sua riflessione scientifica sul dualismo religioso, lo studioso ha delineato particolari nodi problematici che, in larga parte, attendono ancora di essere compiutamente dipanati. In particolare, ha posto il problema delle affinità teoretiche e delle tangenze storiche tra formazioni filosofico-religiose dualistiche, nella accezione illustrata, e concezioni o teorie che sembrano offrire un aspetto dualistico, seppur trasposto in termini secolari, nel momento in cui attribuiscono al male, per quanto diversamente inteso, una funzione condizionante, e anzi originante, lo sviluppo del reale, della civiltà, della conoscenza. In tale direzione si collocherebbero, per Bianchi, teorie psicanalitiche, come pure certe forme di esistenzialismo, aspetti della dialettica hegeliana e talune forme di protestantesimo romantico che identificano il sentimento della condizione di creatura e il concetto di ‘peccato originale’ (Bianchi 1979b, 31).

Fenomenologicamente e storicamente legata alla tipologia storica del dualismo, gli studi di Bianchi hanno mostrato essere la tipologia storica di ‘colpa antecedente’ (Bianchi 1966), da distinguere adeguatamente (ma non senza possibili contaminazioni storicamente realizzatesi tra le due concezioni) da quella che in linguaggio teologico è la nozione di ‘peccato originale originante’ (Bianchi 1987a). ‘Colpa antecedente’ è una colpa (ovvero, in talune formulazioni, piuttosto un evento critico o un incidente), che, radicata nell’ambito del divino o del preumano e del precosmico, ha una efficacia fondativa in ordine all’esistenza dell’uomo e ad aspetti qualificanti in maniera ontologica detta esistenza, la quale pertanto risulta essere fondamentalmente un epifenomeno rispetto a un quadro ‘teologico’ originario che non la prevedeva o almeno non la prevedeva nei termini – concernenti la ontologia stessa – nei quali l’esistenza umana ora si dà.

Maria Vittoria Cerutti

 

BIBLIO-SITOGRAFIA

 

Scritti principali dell'autore

Monografie

  • Diòw aÂsa. Destino, uomini e divinità nell'epos, nelle teogonie e nel culto dei Greci (Studi pubblicati dall'Istituto italiano per la storia antica, XI), Roma 1953 [= Bianchi 1953]
  • Zamân i Ôhrmazd. Lo zoroastrismo nelle sue origini e nella sua essenza, Torino 1958 [= Bianchi 1958a]
  • Il dualismo religioso. Saggio storico ed etnologico, Roma 1958; seconda edizione con aggiunte, Roma 1982; ristampa 1991 [= Bianchi 1958b]
  • Problemi di storia delle religioni, Roma 1958, seconda edizione aggiornata 1986, ristampa 1988 [= Bianchi 1958c]
  • Teogonie e cosmogonie, Roma 1960 [= Bianchi 1960].
  • Storia dell’etnologia , Roma 1964 [= Bianchi 1964], 1971²
  • Introduzione alle religioni dei primitivi, Roma 1967
  • The History of Religions, Leiden 1975 (traduzione con aggiunte di La Storia delle religioni, in G.Castellani cur., Storia delle religioni, Torino 1971, sesta ed., I, 1-171) [= Bianchi 1975 a]
  • La religione greca, Torino 1975 (riedizione con aggiornamento bibliografico di La religione greca ed ellenistica, in G.Castellani cur., Storia delle religioni, Torino 1971 sesta ed., III, 81-394), rist.1992 [= Bianchi 1975 b]
  • Prometeo, Orfeo, Adamo. Tematiche religiose sul destino, il male, la salvezza, Roma 1976, ristampa 1991 [Bianchi 1976a]
  • The Greek Mysteries (Iconography of Religions XVII, 3), Leiden, 1976 [= Bianchi 1976 b]

Curatele con contributi propri

  • Le origini dello gnosticismo. Colloquio di Messina, 13-18 aprile 1966 (Studies in the History of Religions, Supplements to Numen XII), Leiden 1967, rist. 1970
  • Studi di storia religiosa della tarda antichità. Pubblicati dalla cattedra di Storia delle religioni dell'Università di Messina, Messina 1968
  • Problems and Methods of the History of Religions. Proceedings of the Study Conference organized by the Italian Society for the History of Religions, on the occasion of the Xth anniversary of the death of Raffaele Pettazzoni, ed. by U. Bianchi, C.J. Bleeker, A. Bausani (Studies in the History of Religions, Supplements to Numen XIX), Leiden, E.J. Brill, 1972
  • La «doppia creazione» dell'uomo negli Alessandrini, nei Cappadoci e nella gnosi, Roma 1978 [= Bianchi 1978b]
  • Mysteria Mithrae. Atti del Seminario internazionale su «La specificità storico-religiosa dei misteri di Mithra, con particolare riferimento alle fonti documentarie di Roma e Ostia», Roma e Ostia, 23-31 marzo 1978 (Études Préliminaires aux Religions Orientales dans l’Empire Romain 80), Leiden-Roma 1979
  • Arché e Telos. L'antropologia di Origene e di Gregorio di Nissa. Analisi storico-religiosa. Atti del Colloquio, Milano, 17-19 maggio 1979, a cura di Ugo Bianchi con la cooperazione di Henri Crouzel (Studia Patristica Mediolanensia 12), Milano 1981
  • La soteriologia dei culti orientali nell'Impero romano. Atti del Colloquio internazionale, Roma 24-28 settembre 1979, a cura di Ugo Bianchi e Maarten J. Vermaseren, Leiden 1981
  • La tradizione dell'enkrateia. Motivazioni ontologiche e protologiche. Atti del Colloquio internazionale, Milano, 20-23 aprile 1982, Roma 1985
  • Transition Rites. Cosmic, social and individual order - I riti di passaggio. Ordine cosmico, sociale, individuale. Atti del Seminario italo-finno-svedese tenuto all’Università di Roma «La Sapienza», 24-28 marzo 1984 (Storia delle religioni 2), Roma 1986
  • The Notion of «Religion» in Comparative Research. Selected Proceedings of the XVIth IAHR Congress (Storia delle religioni 8), Roma 1994
  • Orientalia sacra urbis Romae. Dolichena et Heliopolitana. Recueil d’études archéologiques et historico-religieuses sur les cultes cosmopolites d’origine syrienne et commagénienne, G.M. Bellelli - U. Bianchi (edd.) (Studia archaeologica 84), Roma 1996

Raccolte di articoli e saggi

  • Selected Essays on Gnosticism, Dualism and Mysteriosophy (Supplements to Numen XXXVIII), Leiden 1978 [= Bianchi 1978a]
  • Saggi di metodologia della storia delle religioni, Roma 1979, rist. 1991 [= Bianchi 1979a]
  • Tra mondo e salvezza. Problemi del Cristianesimo d’oggi, Milano 1979 [= Bianchi 1979b]
  • Religions in Antiquity. Vol. I: Christiana. Scritti di Ugo Bianchi raccolti e pubblicati a cura di Lorenzo Bianchi, premessa di Giulia Sfameni Gasparro, Milano 2014
  • Religions in Antiquity. Vol. II: Gnostica et Manichaica. Scritti di Ugo Bianchi raccolti e pubblicati a cura di Lorenzo Bianchi, premessa di Giulia Sfameni Gasparro, Milano 2015

Articoli specifici con particolare valenza filosofico-religiosa

  • Péché originel et péché antécédent, Revue de l’Histoire des Religions 170, 1966, 117-126 (ripubblicato in Selected Essays on Gnosticism, Dualism and Mysteriosophy, 1978, 177-186).
  • Sull’ermeneutica del male profondo, in M.M.Olivetti cur., Esistenza Mito Ermeneutica, Studi in onore di E,Castelli, Roma 1980, 155-166
  • Il metodo della storia delle religioni, in A. Molinaro cur., Le metodologie della ricerca religiosa, Roma 1983, 17-28
  • History of Religions, in M.Eliade ed., The Encyclopedia of Religion, New York-London 1987, vol. 6, 399-408
  •  Aspetti ontologici della trasmissione del peccato in Agostino. Osservazioni preliminari, in Congresso internazionale su S. Agostino nel XVI centenario della conversione, Roma, 15-20 settembre 1986 (Studia Ephemeridis «Augustinianum» 24), Atti, I, Roma 1987, 451-464 (ripubblicato in Religions in Antiquity. Vol. I: Christiana. Scritti di Ugo Bianchi raccolti e pubblicati a cura di Lorenzo Bianchi, Milano 2014, pp. 183-192) [(Bianchi 1987a].
  • Le strutture del male (tra apocalittica e gnosticismo), in M.V.Cerutti cur., Apocalittica e gnosticismo. Atti del Colloquio Internazionale, Roma, 18-19 giugno 1993, Roma 1995, 11-28

 

Studi (scelti) sull’autore e il suo pensiero religioso

  • Casadio G., Ugo Bianchi (1922-1995). L’histoire de la religion grecque comme histoire des religions, "Kernos", 9, 1996, 11-16
  • Casadio G. cur., Ugo Bianchi. Una vita per la Storia delle religioni (Biblioteca di Storia delle religioni, 3), Roma 2002
  • Casadio G., v. Ugo Bianchi, in Lindsay Jones (ed. in chief), Encyclopedia of Religion (second edition), Detroit 2005, 862-865
  • Casadio G., Comparative religion scholars in debate: Theology vs History in letters addressed to Ugo Bianchi, in P.Pachis, D. Wiebe edd., Chasing Down Religion: In the Sights of History and the Cognitive Sciences. Essays in Honor of Luther H. Martin, Thessaloniki 2010, 59-80
  • Cerutti M.V. cur., Ugo Bianchi e I. P. Culianu. Una stagione ‘milanese’ della Storia delle religioni, Milano 2013 (Annali di Scienze Religiose. International Journal of Religious Scholarship, n.s. 6, 2013, 9-169)
  • Cerutti M. V. cur., Religions in Antiquity. Problemi e temi della ricerca storico-comparativa tra cristianesimo antico e tardo ellenismo, Milano 2016 (Annali di Scienze Religiose. International Journal of Religious Scholarship, n.s. 9, 2016, 7-139)
  • Della Pepa S., Tesi di licenza. Pontificia Università Lateranense, Specializzazione in Teologia Fondamentale, Sezione Scienze della religione: Ugo Bianchi e la Storia comparata delle religioni. L’analogia come metodo, Relatore P.F. Coda, a.a. 2007-2008, Roma, P. za San Giovanni in Laterano, 4, pp. 106 [Dissertazione non pubblicata]
  • Monaca M., Ugo Bianchi e la Storia delle religioni (Studiorum et fidei 8), Roma 2012
  • Monaca M., Ugo Bianchi e il metodo storico-comparativo: note di religione greca e romana, in G.Sfameni Gasparro, A.Cosentino, M.Monaca edd., Religion in the History of European Culture. Proceedings of the 9thEASR Annual Conference and IAHR Special Conference, 14-17 September 2009, Messina 2013, 61-80
  • Rudolph K., In Memoriam Ugo Bianchi, Numen 42, 1995, 225-227
  • Sfameni Gasparro G. cur., Agathé Elpis. Studi storico-religiosi in onore di Ugo Bianchi, Roma 1994
  • Sfameni Gasparro G., Ugo Bianchi (1922-1995), The Manichaean Studies Newsletter, IAMS 13, 1996, 5-21
  • Sfameni Gasparro G. cur., Destino e salvezza: tra culti pagani e gnosi cristiana. Itinerari storico-religiosi sulle orme di Ugo Bianchi (Hierà. Collana di studi storico-religiosi 2), Cosenza 1998
  • Sfameni Gasparro G., Ugo Bianchi and the History of Religions, Some preliminary remarks on a method of religious-historical research, in Ead. (ed.), Themes and problems of the History of Religions in Contemporary Europe. Proceedings of the International Seminar, Messina, March 30-31, 2001 (Hierà. Collana di studi storico-religiosi 6), Cosenza 2002, 19-30
  • Sfameni Gasparro G.,.v. Bianchi Ugo, in V.Melchiorre ed., Enciclopedia filosofica. Fondazione Centro Studi Filosofici di Gallarate, Milano 2006, II, 1246-1247
  • Sfameni Gasparro G., Ugo Bianchi e “Studi e Materiali di Storia delle Religioni “, SMSR 72, n.s. 30, 2006, 73-84
  • Sfameni Gasparro G., A Method Without Explanatory Theory: Ugo’s Bianchi Historico-Comparative Methodology after Thirty Years, in Peter Antes- Armin W. Geert  - Mikael Rothstein edd., Contemporary Views on Comparative Religion, Festschrift Tim Jensen, Sheffield UK-Bristol 2016, 73-86
  • Terrin A.N., Ugo Bianchi, in P.Poupard, Grande dizionario delle religioni, Casale Monferrato (AL) 2000, 247-248