Raffaele Pettazzoni

San Giovanni in Persiceto 1883 - Roma 1957

Vita e opere

Cresciuto in una famiglia di modesta estrazione sociale (il padre era “figlio di lavoratori della terra”) e in un ambiente paesano, Pettazzoni mostrò fin da giovanissimo eccellenti doti di studio che gli permisero di accedere al liceo e all’università. Si formò così nel vivace ambiente bolognese di inizio Novecento in cui si intrecciavano eredità carducciane, attenzione empirica di derivazione positivistica, ridiscussioni interdisciplinari. Abbandonata la pratica cattolica, si avvicinò politicamente al socialismo e fu anche iscritto a logge massoniche. Fin da giovane mostrò un interesse a studi “positivi” sui fatti religiosi, cercando di calare la spiccata tendenza comparatistica dell’antropologia culturale del tempo in contesti storicamente e spazialmente ben delineati, lavorando anche a contatto con gli archeologi e i paleontologi, come L. Pigorini. Studi in Sardegna su culti di epoche precedenti la scrittura furono all’origine di lavori giovanili che ottennero già visibilità. Entrò così nell'insegnamento universitario prima a Bologna, poi a Roma, dove divenne nel 1923 il titolare di una cattedra di storia delle religioni (più avanti istituì e insegnò anche etnologia). Ai primi anni venti risalgono libri di sintesi sulle religioni greca e iranica. Nel 1922 uscì poi una vastissima ricerca storico-comparata sugli dei supremi più antichi, nella loro differenza dai monoteismi, più recenti: un tema su cui Pettazzoni sarebbe tornato in altri lavori fino agli ultimi anni. Nel '24 uscì una ricerca sulle religioni misteriche, un tema anch’esso che torna a più riprese nei suoi lavori. Un altro ambito a cui dedicò un amplissimo studio comparativistico-storico è quello della confessione dei peccati, in particolare nell’opera in tre volumi del 1929-1935. Nel 1925 aveva inoltre fondato la rivista tuttora attiva “Studi e materiali di storia delle religioni”, centro propulsivo degli studi storico-religionistici italiani. I lavori di Pettazzoni ricevettero ampie discussioni e riconoscimenti anche fuori di Italia, in una disciplina di studio ancora giovane, ed egli collaborò per costituire importanti associazioni internazionali di categoria (in particolare la International Association for the History of Religions, da lui co-fondata e diretta dal 1950 al ’59; co-fondò e diresse anche la prestigiosa rivista di tale Associazione internazionale: “Numen”). Durante il fascismo partecipò a varie iniziative anche di regime per supportare il proprio ambito disciplinare e presiedette la sezione storico-religiosa e del folklore dell'Enciclopedia italiana, contribuendovi con numerose voci. Dopo la guerra, insistette per mantenere, di fronte ai governi democristiani, l'ambito storico-religioso non coinvolto in questioni confessionali e tuttavia attento alla specificità dei fatti religiosi. Attivo fino all'ultimo, ha contribuito a formare molti studiosi che ne hanno sviluppato i metodi in varie direzioni (tra essi, E. De Martino, A. Brelich, V. Lanternari, A. Bausani, U. Bianchi, D. Sabbatucci).

 

Il pensiero sulla religione

La tesi principale del libro del ’22 è che i culti dell’essere celeste nelle società più antiche non configurino forme primigenie di monoteismo, ma piuttosto una prevalenza di un certa figura divina in relazione con un mondo complessivo impregnato di presenza religiosa e di varie divinità subordinate. Se nel ’22, Pettazzoni ritiene si possa generalizzare, nelle società più antiche, una prevalenza di un Dio supremo identificato con il cielo (l’“essere celeste” appunto), più avanti egli parla piuttosto di una certa prevalenza di una divinità suprema in relazione con i diversi tipi di società: il Dio-Cielo nelle società pastorizie, la Dea-Madre-Terra nelle società agricole, il Signore degli animali nelle società di cacciatori. Rispetto a questi dei supremi arcaici, Pettazzoni distingue invece nettamente i monoteismi (Jahvismo, Zoroastrismo, Cristianesimo, Islam): questi ultimi, infatti, nascono in relazione di contrasto con un precedente politeismo nei cui confronti si pongono in termini di esclusività. Differente da questo percorso resta il Buddismo, che si diffonde nelle civiltà dell'estremo oriente e non comporta il fenomeno della conversione esclusivistica (così in Giappone, per es., poterono convivere il buddismo come “religione dell'uomo” e lo scinto come “religione dello stato”, cfr. i saggi raccolti in Italia religiosa, 1953).
Per quanto riguarda, invece, gli studi sulla confessione dei peccati, secondo Petazzoni si possono ricondurre le “varie pratiche confessionali di popoli disparatissimi ad un medesimo schema liturgico fondamentale, consistente nella espulsione del peccato per la magia della parola col concorso di operazioni eliminatorie concomitanti” (Saggi di storia delle religioni e di mitologia, 1946; nuova ed. 2018, p. 12). Alle accuse che gli fece A. Omodeo di aver raccolto solo una vasta mole di materiali, senza realizzare una compiuta sintesi storiografica, Pettazzoni rispose di aver mostrato “l'appartenenza originaria della confessione dei peccati a un mondo culturalmente e storicamente qualificato, cioè alla ci­viltà agricolo-matriarcale”, nonché un passaggio storico “dalla religio religans verso la religio liberans, da un crepuscolare sentimento della colpa (in ispecie della colpa sessuale) e della potenza magica della parola parlata (enun­ciazione-rievocazione del peccato a scopo eliminatorio) verso una interiore e sempre più alta esperienza religiosa e morale della con­fessione come penitenza” (Il metodo comparativo, 1959, in Pettazzoni, 1988, p. 422).
Parallelamente al suo lavoro, focalizzato, in primo luogo, su analisi e comparazioni di dati empirici su specifici temi di pratiche e concezioni connotate religiosamente, Pettazzoni ha avanzato anche qualificazioni molto generali di tale connotazione. A suo avviso (cfr. il primo saggio di Italia religiosa, 1953, e, in forma iniziale, già Pettazzoni 1924), è possibile generalizzare in modo ampio da un lato una “religione dell'uomo”, dove “spira (...) il soffio di una religiosità che trae dal pensiero della morte una luce per rischiarare la vita” e si accentra sulla “salvezza di ogni singolo uomo come persona a sé” (Pettazzoni 1953; nuova ed. 2020, pp. 17 e 18) e, dall'altro lato, una “religione dello Stato” che invece si appunta sulla coesione comunitaria fornita ai propri aderenti e a una determinata società (ovviamente assegnando qui al termine “Stato” un significato molto lato, che contenga forme di vita associata di epoche e ambienti i più disparati). Tali due qualificazioni così ampie di religione (tra loro, fra l’altro, presentatesi storicamente nelle più varie interrelazioni) - dice però Pettazzoni - sono solo generalizzazioni a partire da alcuni caratteri ricorrenti, mentre ogni fattispecie storica è specifica e irriducibile. Ogni fatto storico, sia esso connotato “religiosamente” o meno, è infatti il risultato di un processo formativo diacronico rispetto a fatti precedenti verso cui esso prende posizione (o per continuità o per differenza, più o meno marcate): “ogni phainomenon è un genome­non, ogni apparizione presuppone una formazione, ed ogni evento ha dietro di sé un processo di sviluppo” (Il metodo comparativo, 1959, in Pettazzoni 1988, p. 418).
Pettazzoni torna a riflettere sulla religione in generale in una densa serie di appunti degli ultimi mesi, pubblicati postumi. Tra queste contratte riflessioni vi è che “il mistero è alla base della religione. Non solo il mistero cosmico, anche il mistero quotidiano. (…) Ogni atto umano non si sa come avrà esito. (…) C’è sempre un’incognita e questo è il lievito della religione” (Pettazzoni, in Severino 2009, p. 186). Non solo la religione dello Stato, si dice ancora in questi appunti, ma anche “la religione dell’uomo” può essere “religione di questo mondo, non dell'evasione da questo mondo; non il terrore della storia, il pessimismo, il disprezzo della vita, l'evasione dal mondo, l'aspirazione a un altro mondo, bensì la religione come serena consapevolezza e accettazione della condizione umana, nella speranza di costruire un migliore avvenire terreno, nella consapevolezza del mistero e nella suggestione stessa del mistero” (Pettazzoni, in Brelich 1960, p. 33).

Omar Brino

 

Biblio-sitografia

● Gandini M., Raffaele Pettazzoni, 1883-1959, Materiali per una biografia, in “Strada Maestra”, 1989-2009 (l’ultimo vol. contiene: Indice generale, indice dei nomi di
persona, bibliografia degli scritti
). http://www.raffaelepettazzoni.it/MGANDINISM.htm

Opere principali

La religione primitiva in Sardegna, Piacenza, 1912; ripubblicato con introduzione di G. Lilliu, Sassari, 1993
La religione di Zarathustra nella storia religiosa dell'Iran, Bologna,1920; ripubblicato con introduzione di F. Sabahi, Milano, 2015
La religione nella Grecia antica fino ad Alessandro, Bologna 1921; nuova ed. Torino 1954
Dio: formazione e sviluppo del monoteismo, vol. I: L'Essere celeste nelle credenze dei popoli primitivi, Bologna 1922
I misteri. Saggio di una teoria storico-religiosa, Bologna, 1924; ripubblicato con presentazione di D. Sabbatucci, Cosenza, 1997
La confessione dei peccati, 3 voll., Bologna, 1929-1935
Saggi di storia delle religioni e di mitologia, Roma, 1946, ripubblicato a cura di G. Casadio e C. Prandi, Milano-Udine 2018.
Miti e leggende, 4 voll., Torino, 1948-1963
Italia religiosa, Bari-Roma 1953, ripubblicato a cura di G. Casadio e C. Prandi, Milano-Udine, 2020.
Essays on History of Religion, Leiden, 1954
L'onniscienza di Dio, Torino, 1955
L'essere supremo nelle religioni primitive, Torino, 1957
Letture religiose. Dalle sacre Scritture delle grandi religioni viventi, Firenze, 1959
Il metodo comparativo, in “Numen”, 6, 1959, pp. 1-14

Pubblicazioni e raccolte di scritti postume, epistolari

● Brelich A. (a cura di), Gli ultimi appunti di Raffaele Pettazzoni, in “Studi e Materiali di Storia delle religioni”, 31, 1960, pp. 23-42
Religione e società, a cura di M. Gandini, Prefazione di V. Lanternari, Bologna, 1966
Storia e mitologia, con antologia di testi di Raffaele Pettazzoni, a cura di S. Giusti, Roma 1988
● Spineto N. (ed.), Mircea Eliade - Raffaele Pettazzoni, L’histoire des religions a-t-elle un sens? Correspondance 1926-1959. Texte présenté, établi et annoté par N. Spineto, Paris 1994.
Monoteismo e politeismo. Saggi di storia delle religioni, introduzione P.A. Carozzi, Milano 2005.
Appendice (Fondo Raffaele Pettazzoni, San Giovanni in Persiceto), in V.S. Severino, La religione di questo mondo in Raffaele Pettazzoni, Roma, 2009, pp. 175-191
● Accorinti D. (a cura di), Raffaele Pettazzoni and Herbert Jennings Rose: correspondence, 1927-1958: the long friendship between the author and the translator of The All-Knowing God, with an appendix of documents, Leiden/Boston, 2014.
● Di Donato R. e Gandini M. (a cura di), Le intrecciate vie: carteggi di Ernesto de Martino con Vittorio Macchioro e Raffaele Pettazzoni, Pisa, 2015.
● Latorre A. (a cura di), Il carteggio Zolli-Pettazzoni (1925-1952): vicende, collaborazioni, cautele, Brescia 2015.
● Di Giglio A. (a cura di), Il filologo e lo storico delle religioni: Giorgio Pasquali-Raffalele Pettazzoni: il carteggio (1908-1951), Firenze, 2021.

I volumi di “Studi e Materiali di Storia delle Religioni” dal 1925 al 1976 in http://cisadu2.let.uniroma1.it/smsr/

Scritti sull'autore

● AA.VV., Cinquantenario dalla morte di Raffaele Pettazzoni, “Storia, antropologia e scienze del linguaggio”, 24, 2009, fasc. 3
● Basello G.P., Ognibene P., Panaino A. (a cura di), Il mistero che rivelato ci divide e sofferto ci unisce. Studi pettazzoniani in onore di Mario Gandini, Milano-Udine 2013.
● Bianchi U., Bleeker, A. Bausani A. (eds.), Problems and Methods of the History of Religions: Proceedings of the Study Conference Organized by the Italian Society for the History of Religions on the Occasion of the Tenth Anniversary of the Death of Raffaele Pettazzoni, Leiden 1969.
● Bianchi U., Between Positivism and Historicism: The Position of R. Pettazzoni, in H.G. Kippenberg and B. Luchesi (eds.), Religionswissenschaft und Kulturkritik, Marburg 1991, pp. 259–263
● Brelich A., Commemorazione di Raffaele Pettazzoni, “Studi e Materiali di Storia delle Religioni”, 31, 1960, pp. 191-202.
● Cantimori D., Raffaele Pettazzoni, “Nuova Rivista Storica”, 44, (1960), pp. 179-187.
● Casadio G. (a cura di), Raffaele Pettazzoni. I suoi interlocutori e le religioni dei mondi lontani, “Studi e Ricerche di Storia delle Religioni”, 77/1, 2011.
● Casadio G., Monoteismo, confessione dei peccati e fenomenologia storico-religiosa in Raffaele Pettazzoni, R. Pettazzoni, Saggi di storia delle religioni e di mitologia, Milano-Udine 2018, pp. 205-278.
● Casadio D., Prandi C., Raffaele Pettazzoni: la religione, l’uomo, lo stato, in R. Pettazzoni, Italia religiosa, Milano-Udine 2020, pp. 145-185.
● Casalegno U., Dio, esseri supremi, monoteismo nell'itinerario scientifico di Raffaele Pettazzoni, Rivoli, 1979.
● Ciurtin E., Raffaele Pettazzoni Et Mircea Eliade: Historiens Des Religions Généralistes Devant Les Fascismes (1933–1945), in H. Junginger (ed.), The Study of Religion under the Impact of Fascism, Leiden 2007, pp. 333-363.
● De Martino E., A. Donini A., Gandini M., Raffaele Pettazzoni e gli studi storico-religiosi in Italia, Bologna, 1969.
● Giusti S., Lo studio delle religioni: problemi di metodo, in Ead., Storia e mitologia, con antologia di testi di R. Pettazzoni, Roma 1988, pp. 11-153.
● Mihelcic G., Una religione di libertà: Raffaele Pettazzoni e la scuola romana di storia delle religioni, premessa di P. Coda ; prefazione di C. Prandi, Roma, 2003.
● Montanari E., Religione dello Stato e religione dell'uomo nel pensiero di Raffaele Pettazzoni, in Id., Categorie e forme nella storia delle religioni, Milano, 2001, pp. 15-32
● Montanari E., Storia e tradizione. Orientamenti storico-religiosi e concezioni del mondo, Roma, 2015
● Rennie B., Raffaele Pettazzoni from the Perspective of the Anglophone Academy, in “Numen”, 60, 2013, pp. 649-679.
● Sabbatucci D., Raffaele Pettazzoni, “Numen”, 10, 1963, pp. 1-41
● Sacco L., L'ideale di libertà e di tolleranza. Raffaele Pettazzoni (1883-1959) e la coscienza storico-religiosa degli italiani, prefazione di C. Santi, Roma 2016.
● Severino V.S., La religione di questo mondo in Raffaele Pettazzoni, Roma, 2009.
● Spineto N., Raffaele Petazzoni e la comparazione, in Id., Storia e storici delle religioni, Alessandria, 2012, pp. 91-120
● Spineto N., Raffaele Pettazzoni, in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 82, Roma 2015, sub voce
● Stausberg M., Raffaele Pettazzoni And The History Of Religions In Fascist Italy (1928–1938), in H. Junginger (ed.), The Study of Religion under the Impact of Fascism, Leiden 2007, pp. 365-395.
● Taviani P., Ridere un mondo: temi storico-religiosi in Pettazzoni, Brelich, de Martino, Roma, 2012

Siti dedicati:
http://www.raffaelepettazzoni.it/